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l vino più noto, più apprezzato e
più costoso dell'antichità. Si può considerare il primo D.O.C.
dell'enologia mondiale. Infatti gli antichi romani, che lo avevano
in massima considerazione, usavano conservarlo in anfore chiuse da
tappi muniti di targhette (pittacium)
che ne ga-rantivano l'origine e l'annata Tibullo pregava - nunc mihi
Gumosus veteris proferte Falernos - di avere subito una coppa di
Falerno, vecchio e affumicato. Plinio, Marziale, Orazio, Cicerone ne
hanno più volte tessuto le lodi. Petronio Arbitro racconta che
durante la famosa cena di Trimalcione gli haustores, (gli antichi
sommeliers) servirono un Falerno vecchio di 100 anni.
L'origine del Falerno è avvolta nella leggenda: "Bacco, sotto
mentite spoglie, chiese ospitalità al vecchio Falerno; commosso
dalla sua generosità fece nascere sulla pendici del Monte Massico
viti lussureggianti" (Silvio Italico).. Il vino Falerno, oggi, è
senza dubbio, una delle perle della enologia italiana; dal sapore
pieno, completo, elegante, nei tipi rossi, ottenuti da uve Aglianico
e Primitivo, fresco e aromatico nel tipo bianco, derivante da uve
Falanghina, vinificate in purezza.
L'area di produzione è estremamente limitata, comprendendo solo 5
comuni, tutti in provincia di Caserta. |